Ottobre: il lato rosa della prevenzione

a cura della Dr.ssa Chiara Miriam Maddalena – Biologa Nutrizionista

Ottobre, come ogni anno, si tinge di rosa. In occasione del mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili (di mammella, utero ed ovaie) vi darò alcuni consigli per poter cominciare, qualora non l’aveste ancora fatto, a prendere coscienza di alcune buone norme in ambito nutrizionale per la prevenzione di tali patologie. Sì, perché la prevenzione primaria parte proprio dallo stile di vita adottato e dall’alimentazione quotidiana.

Le cause dei tumori femminili, in particolare di quello al seno, non sono ancora ben conosciute. In generale, sono stati associati alla malattia diversi fattori di rischio come: età (la maggior parte dei casi viene diagnosticata in donne di età superiore a 50 anni), prima gravidanza dopo i 30 anni, menarca prima dei 12 anni, menopausa dopo i 50 anni, non aver avuto figli, familiarità. Circa il 10% delle donne con tumore al seno ha più di un parente malato (soprattutto nei casi giovanili). A determinare la malattia è anche una predisposizione genetica ormai riconosciuta. Vi sono anche alcune mutazioni genetiche che predispongono a questo tipo di tumore. In questi casi, tuttavia, si eredita la predisposizione alla malattia, non la malattia stessa. Ulteriori fattori di rischio sono rappresentati da sovrappeso e obesità, stile di vita sedentario, fumo, abuso di alcol, dieta povera di frutta e verdura.

Infatti, un’alimentazione non corretta dal punto di vista qualitativo e quantitativo è un importante fattore di rischio di tumore maligno: si stima che oltre un terzo dei tumori maligni (tra cui quello alla mammella) sia correlato ad errate abitudini alimentari, sovrappeso ed obesità. Si consiglia di non abusare di alimenti che contengono nitrati (insaccati, carne in scatola, affettati…) in quanto le nitrosamine hanno un alto potere cancerogeno. Limitare l’utilizzo di carni rosse e di grassi animali, indiziati in vari tumori, tra i quali quello al seno, all’endometrio ed alle ovaie. Limitare gli zuccheri semplici ed i prodotti raffinati (pane bianco, dolci, patate, riso brillato…): l’uso eccessivo di alimenti ad alto indice glicemico è indiziato con l’insorgenza di cancro alla mammella. Non eccedere con gli alcolici, soprattutto se associati al fumo. Non eccedere con il sale e cibi salati. Prediligere, al contrario, un’alimentazione basata sulla Dieta Mediterranea, sul consumo di legumi (in particolare la soia per il suo contenuto in fitoestrogeni), cereali integrali, pesci ricchi di acidi grassi omega 3, carni bianche, latte e yogurt (a basso contenuto di grassi), olio extravergine d’oliva, alimenti ricchi in vitamina D e frutta e verdura di stagione (in particolare cavoli, broccoli, pomodori, vegetali a foglia verde scuro).

Così come vi sono sufficienti studi che dimostrano il rapporto tra alimentazione scorretta e trasformazione neoplastica, anche l’attività fisica, infatti, svolge un ruolo cruciale nell’ostacolare la formazione del tumore. Le donne che svolgono regolarmente sport presentano una riduzione del rischio di ammalarsi di circa il 15-20%. Questi effetti sono più evidenti in post-menopausa, ma praticare sport fin dall’adolescenza è in grado di diminuire l’incidenza di tumori che poi si svilupperebbero al termine dell’età fertile.

Le mamme sono più protette: sembra incidere favorevolmente sia il numero di figli sia l’età della gravidanza (prima avviene, più basso è il rischio). L’allattamento al seno esercita inoltre un ulteriore effetto protettivo, perché consente alla cellula mammaria di maturare e completarsi, e la rende quindi più resistente

Concludendo, raccomando tutte le donne di mettere a punto questi semplici ma importantissimi consigli e di eseguire i programmi nazionali di screening.

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