Il mio lavoro è un gioco. Un gioco molto serio.

Devo aver letto da qualche parte in rete questa frase e mi è tornata in mente proprio ieri quando per l’ennesima volta una conoscente mi ha detto “ah già che tu lavori in piscina..beata te, voi si che vi divertite..”

Bene, lavoro in piscina da 20 anni, praticamente è la mia seconda casa: ho il costume cucito addosso (il più delle volte bagnato) le infradito sono parte integrante di me così come l’umidità equatoriale che respiro ogni giorno. Il mio mondo profuma di cloro e lo ADORO ma consideriamo anche per un attimo che la vita di noi istruttori di nuoto non è tutta questo shallallà?

Passiamo la giornata in piedi sul bordo vasca, macinando chilometri avanti e indietro durante i corsi di nuoto o saltellando come degli ossessi durante quelli di acquafitness; usciamo e rientriamo dall’acqua decine di volte al giorno (inverno compreso) , spesso non abbiamo il tempo di asciugarci (=raffreddore cronico) né di pettinarci (metti la cuffia togli la cuffia) né tantomeno di truccarci un minimo da essere presentabili. Siamo sempre malaticci e con l’aria sconvolta..altro che secsi istruttori di nuoto! Non per sminuire la categoria ma i modelli che ci ha propinato la tv con i famosi baywatch sono decisamente lontani dalla realtà.

Ripetiamo sempre le stesse cose e sempre con il sorriso anche quando per la duecentesima volta in un’ora ci sentiamo chiedere: “cosa devo fare?” “il ritorno è a dorso?” “dorso con le braccia?”

Sviluppiamo una personalità multipla perché siamo un po’ mamme – accogliamo i piccoli allievi, li rassicuriamo, li aiutiamo ad infilarsi le ciabattine e a fare il nodo all’accappatoio, li accompagnamo in bagno e li teniamo per mano per evitare che scivolino mentre li riaccompagniamo dai genitori – e un po’ psicologi: mettiamo a fuoco il carattere del singolo allievo in quell’ unica ora a settimana in cui lo vediamo, studiamo il giusto approccio per ciascuno di loro e il delicatissimo equilibrio tra assecondare, rassicurare e forzare…perchè se da una parte non vogliamo traumatizzare nessuno dall’altra desideriamo aiutarli a raggiungere i propri obiettivi!

Non stacchiamo mai la spina perché spesso una volta a casa cerchiamo esercizi didattici sempre nuovi e giochi divertenti, oppure musiche attuali per le lezioni di fitness in acqua per poi – magari – sentirci dire “io questo non lo faccio, non voglio bagnarmi i capelli” oppure “ma che musica è? a me piaceva più quella dell’altra volta” e così viaaaaaa c’è chi ama il latino americano, chi gli anni 80, chi i ritmi tuuunz tuuunz e poi ci siamo noi che invece , vi assicuro, ogni tanto vorremmo solo un po’ di silenzio.

E vogliamo parlare del tormentone “Ale ma oggi l’acqua è freddissima…come mai?” “quanti gradi è?” “e poi a dire la verità mi sembra anche più alta, quanto l’avete riempita questa vasca?”     …………Ohmmmm………

E arriviamo a fine giornata sordi (tra musica e rimbombi vari), afoni (per aver passato ore a gridare “viaaaaaa” “gambeeeee” “gira la testaaaa” “le bolleeee”) e anche un po’ sclerati ma in fondo già pronti a pensare a quella successiva. Perché l’entusiasmo di noi che questo lavoro lo amiamo per davvero non si esaurisce mai, perchè basta il disegno di una bimba che ci vede orrendi ma in una piscina piena di cuori, o il messaggio di una mamma che riconosce l’importanza del nostro contributo al percorso di crescita del figlio, o l’allieva che ci ringrazia perché al mare finalmente ha  nuotato in acqua alta, le divertenti uscite di gruppo, un sorriso riconoscente a ricaricarci le batterie, a farci sentire appagati e orgogliosi perché insegnare ci rende felici e ci fa sentire persone migliori. Perciò dico SI..beata me, faccio il lavoro che amo e mi diverto pure!

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Numero fantastico

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