Acquaticità neonatale

Oggi parliamo di acquaticità neonatale e cioè di quell’attività in acqua dedicata ai bimbi da 0 a 3 anni e ai suoi genitori nonché la mia più grande passione. Le domande più frequenti che mi fate sono: “ma non sono piccoli per nuotare?” “cosa fanno in acqua?” “quante lezioni ci vogliono prima che imparino a nuotare?” e proprio per questo inizio con una precisazione molto importante anzi fondamentale: il nuoto neonatale NON è un corso di nuoto ma un PERCORSO in cui i bebè accompagnati da mamma e papà e sotto la guida esperta dell’istruttore riscoprono il piacere di stare in acqua e sviluppano in modo naturale la propria autonomia acquatica. Chiarito questo entriamo un po più nel dettaglio: si tratta di un percorso acquatico unico ed emozionante oltre che un’esperienza ricca di benefici per entrambi. Per il genitore è prima di tutto un’occasione per vivere un rapporto privilegiato con il proprio bimbo: durante le lezioni i due impareranno a comunicare, conoscersi ed amarsi in una dimensione totalmente differente da quella abituale rafforzando il loro legame. L’acqua è fonte di vita e sarà per il bimbo una sorgente di stimoli per il suo sviluppo psicofisico, potrà sperimentare sensazioni e percezioni nuove, sviluppare coordinazione ed equilibrio, testare le sue abilità motorie e scoprire nuovi schemi di postura. In più tra le braccia di mamme e papà potrà muoversi in libertà, giocare e divertirsi sentendosi al sicuro. What else? 

Quando iniziare?Non è mai troppo presto per farlo. Teniamo in considerazione che ad  un neonato l’ambiente acquatico è molto più famigliare di quello “a secco” : ha trascorso 9 mesi nel liquido amniotico ed è qui che ha esercitato i suoi sensi e provato i primi movimenti. Lui ha con l’acqua una confidenza assoluta, è a suo agio e si immerge senza timori. Compito dei genitori sarà mantenere questa confidenza con l’acqua in modo da ridurre il rischio che il bimbo sviluppi la paura, paura che può manifestarsi intorno all’anno di vita e farsi più frequente durante la crescita. Dico può, perchè ogni bimbo è diverso dall’altro: c’è chi sguazza e continuerà a sguazzare per ore e chi inizia a rifiutare il contatto con l’acqua. L’importante è non drammatizzare e avere pazienza rispettando tempi e ritmi che cambiano molto velocemente: se oggi il bimbo teme l’acqua magari domani no o viceversa, se oggi ama sdraiarsi sul dorso tra un mese magari lo rigetta totalmente. Non importa, sarà compito dell’istruttore differenziare le proposte in modo da individuare la più adatta per ciascuno di essi. Durante le lezioni potrà anche capitare che il bimbo pianga, ma non deve essere per forza una manifestazione di paura: potrebbe solo avere fame, sonno o semplicemente non avere voglia di stare in acqua. Dunque cari genitori state tranquilli e godetevi le lezioni con i vostri pesciolini! Oltre a ricevere utili consigli sull’attività in acqua, indicazioni su come sostenere il bimbo in totale sicurezza avrete modo di socializzare con altri genitori e complice l’atmosfera allegra e rilassante correrete il rischio di divertirvi molto! Credetemi..i bimbi che nuotano sono più felici perchè sono nati per nuotare ..e se ancora non vi ho convinto venite a provare un lezione, lo scoprirete voi stessi..vi aspetto!

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